Kettal al Salone del Mobile, Milano 2025

Lo stand di Kettal al Salone del Mobile è concepito come un ambiente essenziale, leggero e concettuale, pensato per mettere in mostra le nuove collezioni con chiarezza e intenzione. Il progetto segue un approccio sottrattivo, eliminando tutto ciò che è superfluo per lasciare che i prodotti parlino da soli.

Stand progettato da Patricia Urquiola

Lo spazio è composto da una serie di strutture indipendenti a forma di casa, realizzate con tessuti leggeri e semitrasparenti che diffondono delicatamente un’illuminazione interna morbida. Il risultato è un’atmosfera che appare eterea, ariosa e accogliente, in armonia con l’estetica minimalista e funzionale di Kettal.

Qui la collezione diventa la vera protagonista: ogni pezzo è messo in risalto nella sua unicità e collocato in un allestimento che invita i visitatori a rallentare, osservare e connettersi con i dettagli. Queste isole di calma offrono momenti di riflessione—pause tranquille nel ritmo frenetico della fiera.

L’esperienza complessiva è immersiva e contemplativa, trasponendo lo spirito di Kettal in uno stand che è allo stesso tempo visivamente leggero e concettualmente potente. Comunica l’impegno duraturo del marchio verso la ricerca, l’artigianalità e il design attento.

Progettato da Vico Magistretti

Jasper Morrison:
Vico veniva al Royal College of Art a dare consigli agli studenti del Dipartimento di Progettazione del Mobile. Era troppo elegante per indossare il suo loden in studio (lo ricordo con una giacca di tweed e una cravatta al collo), ma forse lo teneva appeso in ufficio o magari non l’aveva ancora scoperto. La volta successiva che l’ho visto fu sui gradini per salire su un aereo: indossava il suo loden al sole d’inverno e, riconoscendomi, mi salutò calorosamente e mi chiese se avrei concordato sul fatto che avevamo il miglior lavoro del mondo. Risposi di sì, ma all’epoca non lo stavo apprezzando molto; tuttavia sentire quelle parole da un maestro di 70 anni cambiò tutto per me: dopotutto, se a quell’età lui se lo godeva ancora, allora dovevo star facendo qualcosa di sbagliato!

Susanna Magistretti:
Vico era il milanese più inglese di Milano. Era solito andare a Savile Row per comprarsi abiti su misura. Non sempre, perché sì, era vanitoso, ma non tanto quanto si dice! Comprava pipe da Dunhill e, in pratica, tutti gli stereotipi dello Swinging London degli anni ‘60 erano un po’ suoi. L’unica trasgressione di Magistretti verso l’inglesità era il loden, il classico cappotto di tanti milanesi oltre a Vico.
Santi Caleca:
Devo aver incontrato Vico sempre in primavera o in estate, quindi non ricordo il suo Loden. Un giorno, però, ero a casa sua e rimasi molto colpito dal suo letto: c’erano libri sotto le gambe. Pensai, che soluzione buffa per un designer!